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Mostra
Giuseppe Occhialini
uno scienziato alla scoperta dell’Universo Invisibile
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A cento anni dalla nascita di Giuseppe Occhialini, il Museo del Balì presenta la Mostra Giuseppe Occhialini, uno scienziato alla scoperta dell’Universo invisibile, a ricordo di questo grande studioso marchigiano, che si colloca a buon diritto tra i grandi fisici del XX secolo.
Occhialini (Beppo per gli amici) è infatti autore di scoperte di fondamentale importanza nella fisica nucleare e sub-nucleare, oltre che straordinario maestro nella fisica delle particelle, dei raggi cosmici e nelle relative tecniche di rivelazione.
Due sue scoperte fanno ormai parte della storia della fisica: (i) l’identificazione, con Patrick Blackett, del positrone nei raggi cosmici, insieme alla scoperta delle formazione di coppie elettrone-positrone; (ii) la scoperta, con Cecil Powell e Cesare Lattes, del pione, la particella associata alle forze forti che tengono insieme neutroni e protoni nei nuclei.
Occhialini è stato anche tra i precursori dell’esplorazione dell’Universo nei raggi X e nei raggi gamma con esperimenti su satelliti, oltre ad aver avuto un ruolo importante nella nascita del programma di ricerca spaziale europea. |
In suo onore e come riconoscimento di questo ruolo, le agenzie spaziali italiana, olandese ed europea hanno chiamato BeppoSAX il satellite lanciato in orbita nel 1996 per l’esplorazione dell’Universo nei raggi X; un satellite che, per sei anni, ha raccolto immagini dell’Universo, a costante memoria del grande scienziato marchigiano.
La descrizione delle ricerche effettuate da Occhialini è un’occasione che permette di far conoscere al pubblico l’esistenza e la natura dei raggi cosmici, l’invisibile e innocua pioggia di particelle che, senza che ce ne accorgiamo, cade continuamente sulla Terra. Le sorgenti più probabili di questa pioggia cosmica sono le stelle e gli eventi più catastrofici dell’universo, quali le esplosioni di supernove e di corpi celesti in generale. Motivo per cui rivelarne la presenza è di fondamentale importanza per studiare l’Universo.
Nato negli anni Trenta del Novecento, lo studio dei raggi cosmici è stato determinante per la nascita della fisica delle particelle ed è rimasto sotto i riflettori fino alla metà degli anni Cinquanta con una straordinaria serie di scoperte. |
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Breve biografia di Giuseppe Occhialini (pdf)
Download filmato |
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| Oggi, dopo una lunga parentesi dovuta al sopravvento delle ricerche con gli acceleratori di particelle, i raggi cosmici tornano alla ribalta grazie alla loro componente di altissime energie, molto più elevate di quelle ottenibili con i più potenti acceleratori. La Mostra documenta questa evoluzione dalla scoperta dei raggi cosmici alla successiva nascita dell’astrofisica, offrendo numerosi spunti didattico-divulgativi.
Viene anche evidenziato il ruolo importante degli sviluppi tecnologici per il progresso della conoscenza scientifica e vengono illustrati alcuni metodi usati dagli scienziati per "vedere l’invisibile".
Accanto a documenti storici e strumenti di ricerca, come microscopi elettronici, lastre di emulsioni, camere a nebbia e a scintilla, |
strumentazione e modelli di apparati mandati in orbita su satelliti, sono allestite postazioni didattiche interattive che permettono ai visitatori di familiarizzare con alcuni fenomeni fisici.
La Mostra è stata organizzata con il patrocinio della Società Italiana di Fisica e con la preziosa e fattiva collaborazione delle Università degli Studi di Milano e Milano-Bicocca e dei principali Enti di ricerca nazionali ed europei attivi in fisica nucleare, sub-nucleare e spaziale: l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), la European Spatial Agency (ESA) e la Alenia Space Italia. È questa un’ulteriore, oggettiva conferma della stima e della considerazione di cui gode Giuseppe Occhialini. |
La mostra ripercorre, in un itinerario cronologico, le principali tappe, scientifiche e geografiche, della vita di Occhialini. Viene anche sottolineato il carattere dello scienziato. Sullo sfondo la storia politica e sociale di un secolo.
Appositi simboli iconografici aiutano, all’interno della mostra, a rintracciare gli spostamenti geografici di Occhialini, spostamenti che dimostrano come la ricerca scientifica sia un’opera collettiva e transnazionale; allo stesso tempo, altri simboli mettono in luce le tappe principali degli sviluppi della strumentazione cui Giuseppe Occhialini ha dato un contributo fondamentale e che hanno permesso importanti progressi nella conoscenza fisica del microcosmo e del macrocosmo. |
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